Lunedì 16 luglio.
Prepariamo tutto, confezioniamo le nostre pagine con l'anima, con il sudore di sempre, con la passione e la voglia di fare questo lavoro "socialmente attraente" (grazie Max), questo lavoro bello e maledetto. Cerchiamo di far presto, di chiudere tutto per telefonare e chiedere l'ultimo controllo alla prima pagina, una prima pagina che non vedrà nessuno, che non macchierà un foglio bianco bianco, che non si moltiplicherà 25mila volte come ogni giorno dal 14 marzo dello scorso anno.
Martedì 17 luglio
L'incubo inizia presto, nemmeno il tempo di prendere il primo caffè e accendere una sigaretta. "Sai che e-polis oggi non è andato in stampa?", mi scrive in un messaggio l'ultima superstite della vecchia concessionaria pubblicitaria. Cerco di respingere l'idea di un blocco dovuto alla crisi, e spero che sia un "problema tecnico".... ma la speranza dura solo poche ore. Alle 12.36 arriva la mail dell'editore "......sospensione della stampa di tutti i quotidiani E Polis". Il resto sono assemblee, discussioni, incontri, decisioni, confronti, rumours, ma soprattutto tutto il resto è speranza, speranza di sopravvivere agli altri e a noi stessi, speranza che si infrange contro il muro delle difficoltà economiche.
Mercoledì 18 luglio
Percorriamo i primi metri di un tunnel in fase di costruzione, cercando di schivare le macerie, cercando di non fare troppo rumore, provocando il crollo definitivo. La speranza ci spinge a fingere che tutto si risolva in breve tempo e lavoriamo, facendo forza su noi stessi, cercando di scacciare il pensiero che anche il giorno dopo il nostro giornale uscirà. Si decide di andare comunque on-line "così dimostriamo di essere ancora vivi", poi sono ancora incontri e assemblee e il futuro sembra sempre più amaro.
Giovedì 19 luglio
La corda a cui ci siamo aggrappati per continuare a lavorare si assottiglia sempre più, l'atmosfera diventa irreale, i problemi sempre più concreti. In assemblea si discute del nostro futuro, di un rilancio, ma anche di ammortizzatori sociali, di disoccupazione. Per molti sono parole pesanti, parole che forse chi non ha fatto altre esperienze ha letto o scritto sul giornale, mentre altri le hanno già scritte sulla pelle, come tatuaggi che segnano un percorso lavorativo lungo e difficile. Inizia la paura, l'uscita dal tunnel sembra essere sempre più lontana e lungo la strada le macerie sembrano aver ormai tracciato l'unico percorso possibile. Nonostante l'amarezza e lo sconforto andiamo ancora on-line.
Venerdì 20 luglio
Giorno dopo giorno svegliarsi e andare a lavoro diventa per tutti sempre più difficile, rapportarsi con gli altri colleghi, con le fonti, con chi ogni giorno ci forniva gli elementi per confezionare il nostro giornale diventa doloroso: "Ma allora quando uscite? Perchè non uscite? Ma cosa è successo?" queste le domande, le risposte le trovi in agenzia o su alcuni siti internet. Gli incontri e le assemblee si susseguono e di pari passo le speranze si assottigliano. Non andiamo nemmeno on-line.. Le nostre tastiere rimangono in silenzio...
Sabato 21 luglio e giorni successivi
La situazione irreale in cui ci siamo trovati nei giorni precedenti diventa un limbo, una specie di purgatorio non si sa per quali peccati. Nella altre redazioni arrivano gli attestati di solidarietà.. da noi c'è solo silenzio. Bisogna attendere qualche giorno perché qualcuno si svegli e faccia sentire la sua voce. La solidarietà dei colleghi amici non è mai mancata, i nemici invece fanno finta che il nostro giornale non sia mai esistito, mentre contano le 300 copie vendute in più per quell'eccesso di velocità o per quel morto... Che bella consolazione, c'è chi si accontenta di poco per andare avanti... mentre in 130 guardiamo alla finestra un futuro sempre più tortuoso... Per me e anche per noi preferisco le difficoltà, a loro lascio solo la consolazione ricordando che i conti e le sfide si fanno sul campo.. Si brinda di solito per una vittoria ottenuta con sacrificio, non per una ottenuta a tavolino mentre gli avversari sono rimasti bloccati a causa del crollo di un tunnel.. speriamo che le macerie vengano spostate in fretta.... Noi rimaniamo a bordo del nostro pullman
Il vostro Eye

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